Cosa fa
| La Dirigenza Scolastica: funzioni e responsabilità
Donato Biuso La riforma dell’organizzazione amministrativa voluta dalla Legge Delega n. 421/1992 è nata con l’intento di migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione, al fine di adeguare l’attività amministrativa pubblica agli standard qualitativi e quantitativi europei e di contenere la spesa pubblica con l’obiettivo primario di ridurre gli sprechi e i costi nel settore pubblico. Quindi la riforma sulla dirigenza scolastica ha indubbiamente puntato alla creazione di manager pubblici destinatari di ampi poteri di gestione, ma sicuramente con maggiori responsabilità nella realizzazione degli obiettivi e dei risultati delle strutture amministrative alle quali sono stati preposti. Infatti, l’articolo 3 del Decreto Legislativo n. 29/1993 afferma, che spetta ai dirigenti scolastici la gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, compresa l’adozione di tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di controllo e quindi attribuisce conseguentemente alla dirigenza la responsabilità relativa al conseguimento dei risultati ed all’efficienza ed efficacia della gestione, che le viene affidata. Di conseguenza, l’attività dei dirigenti è soggetta ad un controllo di gestione sui risultati raggiunti in relazione agli obiettivi assegnati. |